CONSIGLI PER GLI ACQUISTI



Mirandola: una notte con la Protezione Civile di Borgotaro

Mirandola: una notte con la Protezione Civile di Borgotaro

27 Giu 2012

Nel cuore dell'Emilia devastata dal sisma

E' una notte diversa, è un sabato notte diverso: insieme ai volontari della Protezione Civile comunale di Borgotaro, di Bardi e con i Militi della Pubblica. Una corsa lungo tutta l'Emilia, fino al cuore ferito dal terremoto dell'Emilia. Una piccola colonna di mezzi, carichi di volontari, di attrezzature, di aiuti. 

Ti accorgi di essere arrivato perchè la civiltà della luce, quella dell'autostrada illuminata a giorno, improvvisamente, in un buio irreale, silenzioso, pauroso, sparisce. Quartieri senza vita, senza luci, senza persone, con qualche lampione acceso; strisce bianco-rosse in ogni angolo, ad indicare il pericolo di crollo.

Deviazioni, frecce gialle, cartelli e transenne, ad ogni rotonda. E poi, vetrine vuote, piazzali vuoti; le prime roulotte, le prime tende; poi, sempre più numerose: capannone-giardino-tenda, un tris che si ripete quasi all'infinito. Incroci i lampeggianti accesi della Polizia; e poi quelli dei Carabinieri, della Guardia Forestale.

Appena scendi dal mezzo ti accorgi subito di essere in un altro mondo; i ragazzi della Protezione Civile, delle Pubbliche, ti avvertono subito: "chiudete tutti i finestrini, non lasciate cose di valore, nulla che si possa vedere, intuire: qui rubano tutto, in un istante". Una ragazza di Modena mi racconta che, poche ore dopo il terremoto, le prime cose che hanno rubato sono state le divise e gli smanicati della Protezione Civile, delle ANPAS, dei Vigili del Fuoco. Sono state usate per ingannare la gente, per rubare meglio nelle case lesionate; qualcuno ha avuto la faccia di mettersele per andare a mangiare, a turni, nelle mense per gli sfollati. Gli estremi di uno stesso mondo: da un lato gli sciacalli, dall'altro i volontari. Diavoli ed angeli, impossibili da collocare insieme nella stessa specie animale, nella razza umana. Questo fa capire tanto, tutto, della nostra società, delle sue contraddizioni.

Iniziano i lavori, sono le 22 e 30: ci ha appena salutato il vero padrone di casa, il terremoto, con una "scossettina" del 3° grado. Una cosuccia. Bisogna fare, entro la notte, il pavimento delle cucine del campo principale, quello che sfama quasi 700 persone al giorno. Nella fretta delle prime ore la cucina era stata posata sulla terra, sull'erba. I ragazzi sono dei piccoli maghi, appena trovano il legname, iniziano a costruire. fanno le quote, segnano travetti, assi, cunei. Fanno passare i tubi, gli scarichi. Chi taglia, chi avvita, chi inchioda, chi rifila. Fortuna che il caldo è sopportabile. Fanno un casino incredibile, ma nelle tende dei volontari la stanchezza ha la meglio sul rumore, tutti dormono.

Li lascio, a mezzanotte, per fare un giro per Mirandola, mi accompagna Luisa e Luciano Bussoni. Iniziamo dalla struttura sanitaria da campo, dopo aver sfiorato il centro storico, tutto "zona rossa", tutta inaccessibile per il rischio crolli. Dopo il posto di blocco della Guardia di Finanza, che ci saluta, arriviamo a fianco all'ospedale lesionato: nei prati circostanti è stato costruito, anzi gonfiato, l'ospedale da campo, con tutti i reparti. C'è gente davanti al Pronto Soccorso, ci accoglie un'infermiera, che ha appena finito il turno, ci offre una macedonia di melone, con un sorriso bellissimo: "è una delle nostre specialità, è il melone di Mirandola, è buonissimo, prendetene un po' ". Intanto, un paio di auto, una vecchia Alfa 164 con dei cerchi ipnotici e una Mercedes rumorosa e sgangherata, ci girano intorno. Due secondi, passa una jeep della Polizia, segue silenziosamente la Mercedes, l'Alfa è stata inghiottita dal buio. Ci dicono che si ha paura di un assalto alla farmacia, è piena di medicine stupefacenti, di calmanti. Il terremoto ha reso i disperati ancor più disperati.

C'è un fiocco rosa, davanti ad ostetricia. Dal giorno del terremoto sono nati tre bimbi, sotto le tende. Una brutta frattura, anche un pollice rotto, radiologia dell'ANA è a pieno regime. Anche cardiologia vede dei dottori indaffarati: un giovane medico, scocciata, chiede di non essere disturbata. Mi spiegano che ha paura della stampa: da alcuni giorni, i medici, sono nell'occhio del ciclone. Un suo collega ha buttato merda, a mezzo stampa, sulla struttura: perchè, dentro, faceva troppo caldo, si lavorava male. E si, perchè il Dipartimento della Protezione Civile ha avuto qualche difficoltà con i climatizzatori, con le linee elettriche, con i sovraccarichi. I volontari, quelli con più esperienza, per "pezzare" alla meno peggio, hanno fasciato con le "metalline" usate i punti più sollecitati, per proteggerli dal sole. Con l'asfalto, anche di notte, a 47°, le tende pneumatiche, senza raffrescamento, diventano dei forni. 

Ma non è certo colpa dei volontari, della loro organizzazione. Manca ancora tanta roba, nonostante tantissimi abbiano dato moltissimo. Nonostante tanti proclami. Nei primi tempi mancavano anche le coperte. Mi mostrano le docce della CGIL, i climatizzatori regalati da Ivana Spagna. Le bottiglie d'acqua a vagoni. E... i resti del campo della Croce Rossa: delle loro strutture rimane una sola  solitaria cassa verde, vuota; una di quelle che costano decine di migliaia di euro, una di quelle da truppe aerotrasportate. Dimenticata. Finiti i soldi, sono finiti gli interventi. Restano solo i volontari: quelli con stipendio, visti i tagli, forse non hanno voglia di rischiare. Sono finiti i tempi d'oro delle emergenze. Chiedo spiegazioni, ricevo solo qualche mezzo sorriso, molto indicativo.

Zombie, in bici, silenziosi, che si ammucchiano sotto i lampioni, dove c'è altra gente. Pedalano, silenziosi, senza meta, nella notte. Non riescono a dormire: per il caldo, a momenti soffocante ma sopportabile, per la fobia delle scosse. Un ragazzone, poco dopo, mi racconta il suo terrore. Non ha più dormito, dalla prima scossa. "Di giorno dormicchio, di notte, penso, mi angoscio".

Incontriamo due anziani, "adottati" dal punto di assistenza medica: gli hanno fatto una tenda con il letto, anzi la branda, matrimoniale. Solo per loro. Non sono più riusciti a dormire nella loro casa. Di giorno ci tornano, ma la notte non ce la fanno. "Abbiamo paura, abbiamo sempre dormito insieme, da 50 anni. Mia moglie ha paura, io sono stato operato ad un polmone, di recente. Non possiamo dormire in macchina, non respiro, i medici, i nostri angeli, ci hanno consigliato di stare qui, vicino all'ospedale. Non si sa mai".

Un caffè, si è fatta l'una. Un saluto, un abbraccio, e torniamo a muoverci. In mezzo ai lampeggianti di alcune pattuglie, arriviamo al campo della regione Friuli: non ci lasciano entrare con la macchina fotografica, con la telecamera. Il piantone, armato, con un basco amaranto a riposo nel cinturone, con molta garbatezza ci spiega i motivi, soprattutto legati alla privacy. Ma mentre parliamo, arriva un nord africano, arrabbiato. Ennesima rissa, dall'altra parte del campo, dove si sente musica etnica, a forte volume. Capisco che mescolare tanta gente, in condizioni estreme, sia esplosivo. Un uomo, in borghese, interviene, con fare deciso lo accompagna via, verso il luogo dell'evento. Spariscono nella notte, sotto i fari e le decine di telecamere di sorveglianza. Un campo, a tutti gli effetti. Mi fanno un'altra confidenza, chiedendo l'anonimato: "nei primi giorni dell'emergenza avevamo l'assalto alle cucine. I marocchini e i cinesi si erano organizzati, spargendo la voce, tra i connazionali, di pasti gratis. Soprattutto a cena, c'erano decine di auto, che arrivavano dal circondario, non colpito dal sisma, che scaricavano centinaia di persone. Mangiavano, si abbuffavano, e poi sparivano nella notte. Non potevamo farci nulla, tutti si lamentavano. Oggi, hanno diritto ai pasti solo i residenti e quelli alloggiati nelle tendopoli". A giorni, si presenterà un nuovo problema, etnico: sarà tempo di Ramadan, in molti pretendono che le cucine, gestite dai volontari della colonna mobile regionale, restino aperte nella notte. Scappa un:"siamo volontari, non schiavi".

Torno al cantiere, hanno quasi finito. All'una e venticinque la pedana è finita. E' solida, ben rifinita. C'è perfino una specie di tombino per la raccolta delle acque. C'è allegria, c'è soddisfazione. La motosega si spegne. E siccome non si è ancora toccato cibo, i volontari di Modena, guidati dal cuoco Giovanni Baroni, imbandiscono una tavolata. Formaggio, pane, salame, lambrusco. I racconti, girano sempre intorno al sisma, al mostro terremoto. "Un botto, un boato, poi ci siamo sentiti sollevare, e poi abbiamo iniziato a ballare, senza riuscire a restare in piedi". Un terremoto strano, stranissimo, molto superficiale. Gli amici volontari della Protezione Civile raccontano che hanno raccolto delle testimonianze un po' diverse dagli altri terremoti. Questo, per tutti, anche per chi aveva decine di esperienze, è stato molto diverso dagli altri, per certi aspetti molto più efficace, molto più distruttivo. Si aggiungono i racconti delle sabbie, delle crepe nei campi,delle acque di irrigazione solitamente gelide, calde, caldissime, nei giorni precedenti alla scossa più forte. Leggende metropolitane, leggende da disastro, oppure normalissimi segnali inquietanti?

Alle 2 e 30 si riparte, per tornare a Borgotaro. Dal buio del nulla torniamo alla luce dell'Autosole, alle sue puzze notturne di raffinerie e di porcilaie lasciate libere. La sosta all'Autogrill, per un caffè, per non crollare, ci riporta al mondo, indifferente, del sabato notte. Queste divise fanno sembrare chi le indossa come una specie di marziani. Un paio d'ore prima dell'ultimo schiaffo, dell'ultima inutile insulsa presa in giro della notte: al casello dell'autostrada di Borgotaro, il casellante si rifiuta di applicare l'esenzione riservata ai mezzi della Protezione Civile, per quelli impiegati nell'emergenza del terremoto. Un lungo discorso inutile, tra volontari stanchi morti e un soggetto poco informato, disturbato nel suo semi-sonno dentro al casellino, davanti ad una TV con qualche improbabile pubblicità porno. Niente di nuovo: per l'emergenza dell'alluvione ad Aulla, prima hanno fatto entrare i mezzi d'emergenza in autostrada, scortati dalla Polizia. Poi, ad Aulla, hanno fatto pagare il pedaggio a tutti! I soliti fenomeni!

| | altro

RADIO TELE APPENNINO PARMA S.R.L.

P.Iva 01546800341
N REA: 161859
CAPITALE SOCIALE : € 10.000,00
Posta elettronica: info@videotaro.it

Direttore responsabile: Claudio Bertani

Redattore capo: Roberta Maggioni

Collaboratori: Pier Luigi Previ, Stefano Berni, Salvatore Pizzo, Silvia Calici, Emanuele Berni

Tel. +39 0525 990356
Fax +39 0525 990800
E-mail: info@videotaro.it

ULTIMI COMMENTI FATTI


John Sabini - Parma (07.10.17)
Cosa serve il sindaco di Borgotaro? E un grande oratore, ma quando ha finito di parlare la gente si chiede," Cosa ha detto"??? Mi chiedo," Quanti sindaci ci sono con il coraggio di Luigi Lucchi di Berceto in Italia? molto pochi". E' il Coraggio che fa' un vero uomo, non le chiacchiere come il sindaco a Borgotaro

Patrizia brogati - Borgo val di taro (31.10.16)
Buona sera volevo ringraziare RTA per le condoglianze al mio papà Brigati Luigi , grazie di cuore

John Sabini - Parma (16.01.16)
BERNI: Vattene tu e le tue chiacchiere. Ci ricordiamo del SIC

lorenzo delnevo - borgotaro (23.02.15)
Gentili collaboratori di videotaro
Nel novembre scorso vi avevo segnalato il mancato rispetto del divieto di attraversare i binari che in più occasioni ho avuto modo di constatare alla stazione del nostro capoluogo.vedo che nessuno ha raccolto la segnalazione.chi deve far rispettare le regole è assente é sordo o cos altro?


john Sabini - Parma (18.12.14)
CARO SINDACO LUIGI LUCCHI: NOI TI AMIAMO E TI SOPORTIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE . Dispiace che viviamo in un paese dove la maggioranza e' rasegnata e senza spina d'orsale. Dispiace vederti a portare Avanti una battalia per migliorare L'Italia quasi tutto da solo. Dove sono gli altri sindaci???, tremano dalla paura??? L'ITALIA potra' migliorare solo con l'onesta'. Ci sono 4 criminalita' organizate in Italia, CAMORA, NDRANGETA, MAFIA E IL PD (PD), e noi continuamente li votiamo... Per 3 anni, ormai sto' seguendo sull'internet il M5S in PARLAMENTO E IN SENATO, e non ce' dubbio. RIMANE SOLO IL M5S SE VOGLIAMO UN PAESE MIGLIORE E ONESTO. Caro Sindaco LUCCHI: Grazie del tuo coraggio... A VOI ITALIANI: LI AVETE PRESI I 80 EURO??? ADESSO PAGATELI DA UNALTRA PARTE fools...

© 2010 RTA Tutti i diritti riservati | link utili | Note legali e condizioni di utilizzo | Tag : Diretta TV | By Web Progetto