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A Borghetto di Vara con la Protezione Civile

A Borghetto di Vara con la Protezione Civile

25 Nov 2011

Iniziato il ritorno alla vita

Borghetto di Vara, venerdì pomeriggio. Sono da poco passate le due, i mezzi dei volontari dell'associazione onlus dei Vigili del Fuoco di Borgotaro hanno appena scaricato quasi tre quintali di pasta. Ci sono anche i nostri Alpini, arrivati come sempre tra i primi. C'é una brezza già invernale, c'é quell'umido che, insieme al fango, appiccicato dappertutto, fa si che il freddo ti entri nelle ossa, nel respiro. Odore di freddo. C'é quel clima che ti fa venire voglia di startene in casa, vicino alla stufa. Peccato che di case, integre, qui, ce ne siano rimaste veramente ben poche; tutto é letteralmente devastato, dopo la piena di acqua e fango, del 25 ottobre: l'inondazione ha causato sette morti, decine di feriti (su soli 991 residenti),  ha lesionato più della della metà delle case,  ha spazzato via il centro storico, antichissimo, bellissimo. Cento milioni di euro di danni, come minimo.Ci sono altri mezzi, alte jeep, che scaricano aiuti. Le penne degli Alpini di mezz'Italia, come sempre i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via nei luoghi delle calamità, si agitano, in veloci catene di passamano. La gente di Borghetto ci accoglie con il sorriso sulle labbra, nonostante tutto questo, nonostante tutta questa desolazione. Sono incredibili, hanno ricominciato a vivere, anche nelle piccole cose, nonostante tutto, nonostante manchi tutto: dall'acqua potabile, alla luce, al riscaldamento. L'acqua, il fango, i legni, le pietre, si sono portati via tutto. Riescono anche a stappare una bottiglia di vino, ad offrirti un biscotto, un pezzo di pane. Loro, lo offrono a te.Ci raccontano che, come purtroppo avviene in tutte le emergenze italiane, tolti i volontari della Protezione Civile, tolti gli Alpini, sentono molto poco la presenza dello Stato. Di aiuti materiali, di fondi, di mezzi, non ce n'è, non se ne vedono. Carabinieri e Polizia, in un viavai continuo, vigilano sugli sciacalli, anche loro immancabilmente tra i primi ad accorrere nelle disgrazie. La Forestale, fa fin troppo, con quello che ha a disposizione. Forse, da Roma, sospenderanno le more nei versamenti delle tasse. Forse.Jacopo Cattaneo, il presidente dell'Assistenza Pubblica borghettina, presidente anche della Pro Loco, ci accompagna in una breve visita guidata. Si vede che lo fa con piacere, senza forzature. La mitezza, senza esagerazioni (é un ligure!), é nella sua natura. I riflettori delle TV, quelle della prima ora, si sono spenti; di giornalisti ne sono rimasti pochi; giusto noi e una troupe della RAI, che omaggia il sindaco con una diretta pomeridiana, una di quelle minori, per strappare qualche lacrima facile nella fascia pomeridiana; una situazione che comunque non si mescola troppo con la gente, con gli ultimi volontari rimasti. Ci raccontano che il sindaco è riemerso, è ricomparso, come tanti oggetti spariti nei detriti, dopo qualche giorno dalla disgrazia. Il primo cittadino di questo cumulo di detriti ci incontra, nota telecamere e macchine fotografiche, ci chiede sorridente se siamo della RAI; appena scopre che siamo di una TV locale e di un portale di campagna, spegne subito il sorriso e scappa via, alla ricerca dei colleghi blasonati. Lo ricercheremo ancora, invano.Non senza emozione, Jacopo invece ci racconta dei morti: "quella signora l'hanno trovata sotto alle macerie della cantina, dopo aver scavato per ore, dopo che pensavamo di non trovare più  nulla: l'ultimo mucchietto, purtroppo, era una persona"; si volta: "in quel giardino il fango ha imprigionato un'anziana, l'abbiamo trovata come si trova uno straccio restituito dal mare". Il bar, il suo bar, un locale storico, che é sempre esistito, che già stanno ricostruendo, come anche il resto del paese, gli strappa una mezza lacrima: "qui ci siamo salvati per puro miracolo". racconta: "c'erano una ventina di ragazzi, giunti da scuola, da La Spezia; stavano mangiando, in attesa della corriera per le montagne. Ad un certo punto il locale ha iniziato ad inondarsi. In una frazione, in meno di un minuto, avevamo tutti l'acqua all'altezza dello stomaco; abbiamo preso i ragazzi e li abbiamo spinti su per le scale interne, fino al secondo piano; ad un certo punto si é sfondata la vetrina, cinque di noi sono stati travolti e risucchiati dall'acqua. Io mi sono invece salvato subito, ero vicino alle scale; uno dei miei soci, Patrizio, é rimasto intrappolato della sala da pranzo: per non soffocare, ha sfondato con la testa il controsoffitto in cartongesso, come nei film; Lorena, mia cugina, insieme al suo ragazzo, Marco, sono riusciti ad attaccarsi e ad arrampicarsi su un palo, alto più della casa; da li hanno visto trascinare via mia zia Monica e mia cugina Valeria; si erano aggrappate ad un grosso albero, che poi ha ceduto. Mia zia l'ha salvata un amico, che l'ha agguantata al volo da un balcone del primo piano di casa sua, in pieno centro; Valeria invece, dopo una corsa folle, in mezzo alle cantine, ai carruggi, alle porte sfondate, é stata trascinata per un chilometro, fino alla fine del paese, fino ai campi sportivi. Qui é rimasta incastrata nel canestro del campo da basket, si é attaccata alla rete, e con la forza della disperazione, e si é salvata. Pensavamo che fosse morta, l'abbiamo fatta scendere con le scale, era completamente in stato di shock. Questa esperienza l'ha segnata per sempre."Andiamo sul ponte, il luogo da dove é iniziato il disastro: negli anni '70 costruirono una piazza, bella, con una grande statua di bronzo, con una fontana, nel centro; una piazza che collegava due ponti; sotto, per sostenerla, c'era una selva di pilastri, piantati nel greto del torrente. Proprio quelli che hanno trattenuto i tronchi e la ghiaia che si erano staccati dalle montagne, creando un grande tappo. Un tappo che ha deviato tutta l'acqua del torrente dentro il paese, creando il disastro. Il sole cala, dietro il crinale. L'ombra arriva su Borghetto, arriva il freddo, quello vero. Arriva il buio, quello di un luogo senza pubblica illuminazione. I volontari si ritirano, dopo una giornata di lavoro di dieci ore. I pochi rimasti, domenica sera termineranno il loro ultimo turno. Dopo di loro, resteranno solo i borghettini. Soli, con una ricostruzione molto difficile.Per chi volesse aiutare gli alluvionati, soprattutto con donazioni di materiali e di attrezzature, anche usate, é possibile mettersi in contatto direttamente con il presidente dell'Assistenza Pubblica borghettina, Jacopo Cattaneo (jacopocattaneo@virgilio.it - 333 1715073). C'é bisogno di tutto: badili, scope, idropulitrici, attrezzi da lavoro, tavoli, sedie, mobili da cucina, letti, computer, lampade,... Borghetto é a meno di un'ora di viaggio dalla Valtaro, si possono tranquillamente portare gli aiuti, direttamente alle persone bisognose.  
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ULTIMI COMMENTI FATTI


John Sabini - Parma (07.10.17)
Cosa serve il sindaco di Borgotaro? E un grande oratore, ma quando ha finito di parlare la gente si chiede," Cosa ha detto"??? Mi chiedo," Quanti sindaci ci sono con il coraggio di Luigi Lucchi di Berceto in Italia? molto pochi". E' il Coraggio che fa' un vero uomo, non le chiacchiere come il sindaco a Borgotaro

Patrizia brogati - Borgo val di taro (31.10.16)
Buona sera volevo ringraziare RTA per le condoglianze al mio papà Brigati Luigi , grazie di cuore

John Sabini - Parma (16.01.16)
BERNI: Vattene tu e le tue chiacchiere. Ci ricordiamo del SIC

lorenzo delnevo - borgotaro (23.02.15)
Gentili collaboratori di videotaro
Nel novembre scorso vi avevo segnalato il mancato rispetto del divieto di attraversare i binari che in più occasioni ho avuto modo di constatare alla stazione del nostro capoluogo.vedo che nessuno ha raccolto la segnalazione.chi deve far rispettare le regole è assente é sordo o cos altro?


john Sabini - Parma (18.12.14)
CARO SINDACO LUIGI LUCCHI: NOI TI AMIAMO E TI SOPORTIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE . Dispiace che viviamo in un paese dove la maggioranza e' rasegnata e senza spina d'orsale. Dispiace vederti a portare Avanti una battalia per migliorare L'Italia quasi tutto da solo. Dove sono gli altri sindaci???, tremano dalla paura??? L'ITALIA potra' migliorare solo con l'onesta'. Ci sono 4 criminalita' organizate in Italia, CAMORA, NDRANGETA, MAFIA E IL PD (PD), e noi continuamente li votiamo... Per 3 anni, ormai sto' seguendo sull'internet il M5S in PARLAMENTO E IN SENATO, e non ce' dubbio. RIMANE SOLO IL M5S SE VOGLIAMO UN PAESE MIGLIORE E ONESTO. Caro Sindaco LUCCHI: Grazie del tuo coraggio... A VOI ITALIANI: LI AVETE PRESI I 80 EURO??? ADESSO PAGATELI DA UNALTRA PARTE fools...

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