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Cava le Predelle: "no al controllore di se stesso!"

Cava le Predelle: "no al controllore di se stesso!"

23 Feb 2011

Il Comitato pronto ad una nuova battaglia

Alla trattoria Pescacciatore di Roccamurata,  sabato 19 febbraio 2011, sul far della sera si è tenuta la seconda assemblea pubblica del Comitato No Cava le Predelle, moderata da Gabriele Majo Le problematiche che hanno portato ad una vera e propria sollevazione popolare erano evidenziate nello striscione sotto il tavolo dei relatori, che sintetizzava: · Le crepe sui muri di casa · Il terrore di respirare amianto Orbene: se le gravi lesioni strutturali e le fessurazioni lungo la strada sono particolarmente evidenti e concrete a vista d’occhio, rimangono, invece, nascosti i possibili effetti nefasti della respirazione delle polveri d’amianto, dovute alla lavorazione e al trasporto (senza sicurezza, con camion senza teloni, dunque scoperti e con gli pneumatici sporchi) dei materiali derivati dall’attività estrattiva all’interno della cava (le gracili rocce ofioliti che, più semplici da lavorare rispetto ad altri inerti). Ed è per questo che i lavori sono partiti proprio dal secondo punto, ovverosia la “morte invisibile”.Il primo relatore era un vero e proprio esperto del ramo, Fabio Paterniti, coordinatore del comitato “Cave all’amianto no grazie”, che vanta al proprio attivo la proficua esperienza avverso la cava di Pietranera a Bardi. Egli ha rilevato che sono ben otto le cave all’amianto attive nel territorio provinciale di Parma, mentre a Piacenza non ce n’è più neppure una, dopo che è stata recepita la pericolosità delle stesse per la salute delle popolazioni circostanti. Ha richiamato alle proprie responsabilità le municipalità, citando leggi e regolamenti che non dovrebbero più fare da foglia di fico per nascondere le vergogne. Così come ha sbugiardato chi sostiene che queste cave possano essere economicamente interessanti per le collettività che le ospitano: perché le entrate per le amministrazioni che concedono i permessi sono irrisorie rispetto al giro d’affari. E comunque, poche o tante che siano ne vale la pena se a rimetterci la salute sono i cittadini? E, attenzione bene, non sono “cavoli amari” solo per quella cinquantina scarsa di residenti nelle frazioni di Gorro e Roccamurata: i camion all’amianto senza telone percorrono le provinciali – come documentato da foto e filmati girati da Paolo Magnani, che li ha mostrati all’assemblea durante il suo intervento “multimediale” seguito all’introduzione di Paterniti – e tornante dopo tornante scendono giù fino a valle, dove terminano la propria corsa in ben identificati siti… A respirare le pericolose polveri non sono dunque poche persone (e già sarebbe grave), bensì una vera e propria moltitudine di individui. Con che effetti? Magnani, per spiegarlo, si è affidato ad un significativo quanto drammatico documentario, Arrakis, un poetico tributo ai luoghi e alle vittime del progresso industriale nelle fabbriche italiane. Roccamurata come Sesto San Giovanni (o Bresso, Cinisello,  Cologno, Monza, etc.) e dunque Parma come Milano, dal momento che gli effetti non erano circoscritti ai soli siti industriali. Nel filmato vedute di fabbriche abbandonate fanno da sfondo ad una voce trasformata dalla malattia: è quella di un laringectomizzato, Silvestro Capelli, ex operaio della storica Breda Fucine. La laringectomia totale, cui venne sottoposto nel 1996, fu necessaria per estirpare un tumore causato dall’amianto inalato durante gli anni del lavoro in fabbrica. “Tutti sapevano e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati. Lo sapeva la direzione dell’azienda. Lo sapeva l’assessorato alla sanità. Lo sapevano tutti e non gli operai che c’erano dentro. E così ci hanno condannato a morte, a menomazioni, ma non solamente noi che lavoravamo all’interno della fabbrica. Perché le fabbriche non sono state costruite sotto una campana di vetro”. E sotto una campana di vetro non risulta esserci neppure la Cava Le Predelle. Il pubblico della sala, impressionato, ha iniziato a chiedersi se la condanna è già firmata, per sé o per i propri discendenti; significativa la parabola scelta per rispondere: se passi in mezzo ad un campo dove stanno sparando puoi anche rimanere indenne, ma maggiore è la gragnuola di colpi, e più hai la possibilità di essere colpito. E se vieni colpito sei morto. E non è gratuito sensazionalismo a tutti i costi... I presenti, dunque, hanno interagito con i relatori, portando a propria volta contributi e testimonianze che hanno arricchito la scaletta degli interventi. Roberto Bardini, che alla fine dei lavori sarebbe stato eletto quale nuovo presidente del Comitato No Cava le Predelle, ha, tra l’altro, chiosato le risposte che la Regione (nella persona dell’Assessore alla Sicurezza Territoriale, difesa del suolo e della costa, nonché alla Protezione Civile, Paola Gazzolo) ha dato alla consigliere Gabrielle Meo che era stata in visita a Roccamurata nelle scorse settimane, firmando poi una interpellanza. Una video-testimonianza di quella giornata particolare è stata proiettata nella sala: il prossimo passo sarà “esportare” la pubblica assemblea, con tanto di contributi filmati, fino a Borgotaro, e poi via via giù lungo la fondovalle, seguendo lo stesso percorso dei campion. Perché il problema della Cava Le Predelle (e delle sue sorelle) non è circoscritto alle piccole frazioni che le ospitano. Lo stesso Bardini, Simone Saia e il presidente emerito (dimessosi qualche settimana fa dalla carica ufficiale per problemi personali) Valerio Pescina hanno successivamente approfondito gli aspetti del dissesto idrogeologico, strettamente connesso, a parere del comitato, all’attività estrattiva della cava. I tralicci dell’alta tensione e delle linee telefoniche, a causa della continua erosione del terreno, ora distano pochi metri dal grande buco. Dopo oltre due ore e mezzo di lavori (e prima della cena) si è proceduto al rinnovo delle cariche: all’unanimità è stato eletto Presidente Roberto Bardini, confermato il vice-presidente Andrea Palù (che aveva retto il comitato come presidente provvisorio dopo le dimissioni di Pescina), Segretario confermato Simone Saia, consiglieri Paolo Magnani ed il sottoscritto Gabriele Majo, che, “pur non essendo residente in zona è stato cooptato per l’impegno profuso nell’attività di comunicazione che ha rotto il muro di omertà attorno al problema Cava”, come ha spiegato Magnani. Non si escludono ulteriori inserimenti nei prossimi giorni, dal momento che in diversi, tra i partecipanti, hanno manifestato il proprio interesse a sostenere il Comitato. Prossimo obiettivo è trovare un geologo che possa aiutare il Comitato a fronteggiare le tesi “istituzionali” sostenute dal dottor Andrea Bricoli, il quale, oltre ad essere il progettista della cava risulta essere il relatore tecnico del Comune di Borgotaro sullo stesso argomento. A meno che non si tratti di un curioso caso di omonimia…  Gabriele Majo
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ULTIMI COMMENTI FATTI


John Sabini - Parma (07.10.17)
Cosa serve il sindaco di Borgotaro? E un grande oratore, ma quando ha finito di parlare la gente si chiede," Cosa ha detto"??? Mi chiedo," Quanti sindaci ci sono con il coraggio di Luigi Lucchi di Berceto in Italia? molto pochi". E' il Coraggio che fa' un vero uomo, non le chiacchiere come il sindaco a Borgotaro

Patrizia brogati - Borgo val di taro (31.10.16)
Buona sera volevo ringraziare RTA per le condoglianze al mio papà Brigati Luigi , grazie di cuore

John Sabini - Parma (16.01.16)
BERNI: Vattene tu e le tue chiacchiere. Ci ricordiamo del SIC

lorenzo delnevo - borgotaro (23.02.15)
Gentili collaboratori di videotaro
Nel novembre scorso vi avevo segnalato il mancato rispetto del divieto di attraversare i binari che in più occasioni ho avuto modo di constatare alla stazione del nostro capoluogo.vedo che nessuno ha raccolto la segnalazione.chi deve far rispettare le regole è assente é sordo o cos altro?


john Sabini - Parma (18.12.14)
CARO SINDACO LUIGI LUCCHI: NOI TI AMIAMO E TI SOPORTIAMO CON TUTTE LE NOSTRE FORZE . Dispiace che viviamo in un paese dove la maggioranza e' rasegnata e senza spina d'orsale. Dispiace vederti a portare Avanti una battalia per migliorare L'Italia quasi tutto da solo. Dove sono gli altri sindaci???, tremano dalla paura??? L'ITALIA potra' migliorare solo con l'onesta'. Ci sono 4 criminalita' organizate in Italia, CAMORA, NDRANGETA, MAFIA E IL PD (PD), e noi continuamente li votiamo... Per 3 anni, ormai sto' seguendo sull'internet il M5S in PARLAMENTO E IN SENATO, e non ce' dubbio. RIMANE SOLO IL M5S SE VOGLIAMO UN PAESE MIGLIORE E ONESTO. Caro Sindaco LUCCHI: Grazie del tuo coraggio... A VOI ITALIANI: LI AVETE PRESI I 80 EURO??? ADESSO PAGATELI DA UNALTRA PARTE fools...

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